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Don Giorgio De Capitani PDF Stampa E-mail
Scritto da A.Cavallaro   
venerdý, 15 gennaio 2010 09:11

don giorgio
Don Giorgio de Capitani
Gironzolando sul web mi sono imbattuto nel blog di Daniele Martinelli, giornalista lombardo, e mi ha incuriosito molto un suo trafiletto sulla politica italiana le cui fila sono nelle mani del gran burattinaio Berlusconi. La mia attenzione è stata attirata dal riferimento che il Martinelli fa nei confronti di un prete di cui avevo già letto qualcosa a proposito delle sue idee “rivoluzionarie” nei confronti di “Comunione e Liberazione” e della sua figlioccia “Compagnia delle Opere”; di quest’ultima si è sentito e letto molto in Calabria a proposito della famosa inchiesta condotta dal giudice  De Magistris e denominata “Why Not”.

Poiché la “Compagnia delle Opere” si è infiltrata anche nella nostra diocesi nella passata gestione pastorale, sarebbe bene che qualcuno cominciasse a parlarne per capire gli scopi e le finalità di queste ingerenze fortemente interessate soprattutto ai beni e agli affari della diocesi di Cassano. Ma leggiamo prima l’articolo del Martinelli.

“Da ateo esprimo tutta la mia solidarietà a don Giorgio De Capitani, parroco di una piccola frazione di Rovagnate, nei pressi di Lecco. Durante le sue omelie non esita ad esprimere i suoi sentimenti e le sue idee verso i politici e le politiche di questo governo di puttanieri. Don De Capitani produce molti video su Youtube in cui diffonde il suo pensiero di libero cittadino, come anche i politici potrebbero fare. Ammesso avessero argomenti da proporre. Uno di loro, il viceministro Roberto Castelli, è fra i numerosi infastiditi dall’atteggiamento di quest’uomo. Ha scritto una lettera all’arcivescovo di Milano Dionigi Tettamanzi per richiamare quel prete di provincia ”all’ordine”. Nella missiva si legge”Premetto che sono un paladino della libertà di parola, ma in molti testi si può rivelare il reato di diffamazione“. Lo spudorato Castelli dimentica il suo ruolo di burattino del corruttore durante la sua missione di Guardasigilli prima, e di viceministro oggi. E’ proprio vero che la vergogna appartiene soltanto ai galantuomini”.

 

Dopo aver letto questo articolo la mia curiosità si è spostata su questo coraggioso “parroco di campagna” e sono andato su Yutoube dove ho ascoltato una sua sconvolgente intervista rilasciata a Radio Radicale. Ne ho stralciato qualche frase quà e là, giusto per darvi un assaggio della pericolosità di un’organizzazione nata nella Chiesa per lanciare messaggi di “liberazione”, inizialmente fra gli studenti cattolici, e diventata, poi, un centro di potere politico ed economico, che, come una piovra dai tentacoli lunghissimi, riesce ad entrare nei gangli più nascosti degli affari finanziari spesso al limite della liceità.

 

Alla domanda della cronista: "Che cos'è Comunione e Liberazione?"

Don Giorgio de Capitani risponde:

".....in teoria è uno dei tanti movimenti ecclesiali, in pratica, però, Comunione e Liberazione è il Cancro della Chiesa e della Società, perchè non si accontenta dell'aspetto religioso, ma vorrebbe il potere  attraverso l'attività finanziaria rappresentata dalla Compagnia delle Opere,  per cui, per me, è il peggior nemico del Vangelo e del Cristianesimo"…….

“CL, che predica in un certo modo con un messaggio che apparentemente sembra intimistico, si allea con l'oscenità politica che oggi è rappresentata da Berlusconi”……..

“CL vuole conquistare il potere politico soprattutto in Lombardia e si sta preparando a a governare il post-Ratzinger mettendo da parte il progetto anti-ciellino del card. Ruini.”…….

“Bertone  (arcivescovo di Genova e segretario di Stato del Vaticano - n.d.r) ha dato mandato a Feltri di far fuori Boffo e adesso "Avvenire" dovrebbe passare in mano a CL”……..

“CL vuole governare l'Italia”……

“Un prete diocesano non può essere ciellino, perchè non stanno insieme la spiritualità diocesana e la spiritualità ciellina, quando un prete diocesano diventa ciellino è pericoloso perchè distrugge la parrocchia”……

“Due anni fa sono stato quasi minacciato da un prete della mia diocesi che è un referente di CL, una sera mi ha telefonato: "dobbiamo farti tacere, ti faremo mettere sotto giudizio"….

 

Come avrete intuito le parole di questo prete veramente coraggioso ci propongono un panorama drammatico sulle attività di Comunione e Liberazione e della Compagnia delle Opere; ci piacerebbe saperne di più sul loro coinvolgimento passato, ed eventualmente presente, negli affari della nostra diocesi.

Se la Chiesa è tutto il popolo di Dio, ebbene, noi, che facciamo parte di questo popolo, abbiamo il diritto di conoscere cosa succede al riparo delle sagrestie, o no?

 

(Chi volesse approfondire ascolti l’intervista su Yutoube cliccando quì)
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