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Come sarÓ il 2014? PDF Stampa E-mail
Scritto da A.Cavallaro   
domenica, 27 dicembre 2009 10:01
ImageLa domanda fatidica che da secoli l’uomo si pone ad ogni fine anno: “Il prossimo sarà migliore di questo che sta terminando?” Una domanda alla quale non c’è risposta, ci può solo essere la speranza che Iddio ce la mandi buona e che ci faccia avere meno problemi e guai di quelli avuti negli anni passati. Anche il grande poeta Giacomo Leopardi, si poneva questa domanda ed estrinsecava la speranza di un futuro migliore in un suo spiritoso racconto inserito nelle “Operette morali”, “Dialogo di un venditore di almanacchi e un passeggere”.

All’offerta di acquisto di un calendario, probabilmente in una stazione di posta, il passeggero inizia a chiedere, così con nochalance come pensa che sarà l’anno prossimo a venire:

“pensate che sarà felice l’anno che verrà?”

“Oh illustrissimo si, certo”.

“Come l’anno appena passato?

“Più, più assai.

Le domande, ad un certo punto, si fanno sempre più incalzanti:

“Non vi piacerebbe che l'anno nuovo fosse come qualcuno di questi anni ultimi?

“Signor no, non mi piacerebbe.

Il dialogo va avanti ancora in questo modo,  ma poi si capisce che a nessuno piacerebbe che l’anno nuovo somigliasse a qualcuno degli anni passati, perché in ogni anno sono accadute cose buone ed altre meno buone se non addirittura disastrose, alla fine il poeta fa dire al venditore più o meno così:
“Mi piacerebbe sì, tornare indietro nel tempo, ma non vivere la vita esattamente come l’ho vissuta, vorrei una vita come Dio me la mandasse, senz'altri patti. Una vita a caso, e non saperne nulla prima di viverla, come non si sa dell'anno nuovo.”

La replica del passeggero è definitiva:

“Così vorrei ancor io se avessi a rivivere, e così tutti. Ma questo è segno che il caso, fino a tutto quest'anno, ha trattato tutti male. E si vede chiaro che ciascuno è d'opinione che sia stato più o di più peso il male che gli é toccato, che il bene; se a patto di riavere la vita di prima, con tutto il suo bene e il suo male, nessuno vorrebbe rinascere. Quella vita ch'è una cosa bella, non è la vita che si conosce, ma quella che non si conosce; non la vita passata, ma la futura. Coll'anno nuovo, il caso incomincerà a trattar bene voi e me e tutti gli altri, e si principierà la vita felice. Non è vero?

Con questa domanda che mi pongo e che sicuramente vi porrete anche voi, cari amici, così come insegna il sommo Leopardi, ci auguriamo che il prossimo anno 2014 ci possa dare meno dolori e affanni di quello che si sta concludendo, nella certezza che ce ne saranno comunque; festeggiamo quindi, ma con circospezione e cominciamo  a fare da subito attenzione, che il 2014 non sia più furbo del precedente e ci propini il male facendocelo passare per il bene, basta stare attenti e forse la scamperemo anche per i prossimi dodici mesi.

 

AUGURI a TUTTI.

 
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