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Con la sabbia in tasca PDF Stampa E-mail
Scritto da L.Aggazio   
venerdý, 04 dicembre 2009 08:12
ImageCari amici vi propongo la meditazione sull’Avvento che segue nella seconda parte. Non è stata scritta da un sacerdote o da un religioso ma da un amico laico che conosco da quando era poco più che un ragazzino e che ora, uomo maturo sposato e padre, è uno stimato e bravo tecnico informatico. Si chiama Leonardo Aggazio è di Trebisacce, ma vive e lavora a Catanzaro. E’ una persona di grande sensibilità capace di esprimere le proprie idee, sensazioni, afflati dell’anima con semplicità, chiarezza di linguaggio e assenza di retorica, merce piuttosto rara quando si affrontano argomenti che hanno a che fare con la Fede e la religione. Buona lettura e meditateci sopra.

 

 

Salve o Regina Madre di misericordia vita dolcezza speranza nostra.. parole che ci brillano dentro, parole accese nel buio della grotta in cui siamo soliti vagare come persi, come distratti, come incompresi che non comprendono.
Io sono solito sperare. Penso al bene di tutto ed insisto perchè accada, anche quando tutto intorno bussa al contrario.
Cerco e attendo, cerco e attendo e tendo le mani dell'anima al cielo, dove ho casa, dove voglio costantemente avere il cuore gettato come un'ancora.
E' un Dio dell'attesa, il Dio che mi parla. Mi ha chiesto di attendere e di rispondere nell'attesa, gettato in un deserto di cui non vedo confine, non vedo direzioni certe, in cui ho sete e mi stravolge con i suoi miraggi. E' un Dio che mi chiede di camminare nell'attesa, di attraversare la vita seguendo le Sue tracce, le Sue indicazioni, lasciate di padre in figlio, nella carovana di un popolo nomade, che fugge dalle comodità per una terra promessa, per una Casa di cui non so ancora nulla, se non che Lui è li.
Quanta Fede vuole il mio Signore? Quanta Speranza deve sostenermi ancora? Quanto Amore ancora dovrò profondere per il mondo, prima di abbracciare il mio Creatore, Padre, Madre, il mio Sorriso Eterno?
Niente. Ancora niente. La sabbia è arida, l'acqua centellinata, la vita breve.
Solo il racconto della carovana che attraversa il deserto mi tiene vivo il ricordo, mi unge di forza, mi circonda dell'amore dei compagni persi e chiamati come me.
E' il tempo dell'avvento..
Tante voci gridano nel deserto: “Preparate la via del Signore..”
Mi fermo come ogni anno ad ascoltare quella voce, e come ogni anno a questa parte, a questa voce cerco di dare voce..
Anch'io grido nel deserto: “Prepariamo la via del Signore..”
E' il tempo dell'avvento.. e vorrei avventarmi sulle strade più sicure e lastricate della mia ragione corta, della mia sensualità appagabile, del mio esssere animale insostenibile e leggero.
Quanta forza chiede questo Dio del deserto?
Tutta. Chiede tutta la mia forza. Chiede quella più debole, non quella forte che resiste al sole, al vento, alla sete e alle tentazioni dei miraggi.. chiede la più debole ed impegnativa.. un sussurro delle labbra mosse per dire solo un piccolo grande SI.
Si, avvenga di me ciò che hai detto, io attendo, sto qui e preparo la tua via, gioiosa, dolorosa, gloriosa.
E' il tempo dell'avvento, il tempo del Signore che viene ad abitare nella mia tenda e a costruire una casa che altrimenti invano faticherei a tirare su.
Io aspetto e preparo. Io aspetto Dio e mi preparo.
Devo imbandirmi l'anima perché invito Dio alla nostra piccola mensa sgarrupata.
Cosa farò?
Girerò con la sabbia nelle tasche.
Porterò con me il deserto mentre cammino nella città.
Fra mille volti sconosciuti, che sono mille cuori sconosciuti, annuncerò che abbiamo un Dio nella manica e il suo deserto nelle tasche.
Annuncerò ai credenti e ai non credenti che il Signore sta per nascere nella loro vita, e che questo succede fin dal primo istante della loro vita, in ogni istante della nostra vita..
Come griderò?
In silenzio.
Inutile gridare nel deserto. Nessuno ascolta.
Cercherò la parola nel deserto e il fare lasciando fare a Dio.
Cercherò tra le parole della mia carovana le sue parole e tra le sue parole ricordate dette e scritte, la Sua Parola e la metterò in pratica in silenzio, mani in tasca e cuore acceso.
Ricordando anche che il mio Dio non è un Dio silenzioso.
E' un Dio che si fa sentire. E' un Dio che scende, che viene a vivere con noi, è un Dio-con-noi.
E' un Dio che chiede di continuo, più che tre volte a Pietro, “mi ami tu?”
E' un Dio che è stato qui, tra le genti della mia carovana e che è rimasto qui in un vento mirabile, sempre Lui, di Persona, come nuova altra Persona, come Spirito Santo, vicino, accanto, consolante.
E' il tempo di un avvento già avvenuto, che devo ripetere ancora, senza stancarmi, tenace come Pietro che ha continuato a rispondere: si, Signore, tu lo sai che ti amo.
E' il tempo in cui ognuno di noi dovrà rispondere il suo SI all'Arcangelo, quando ci saluterà dicendo: Ave, tu che sei scelto per la Grazia, il Signore è proprio con te, vuoi partorire te stesso come Figlio di Dio.. vuoi accettare di prepararti alla nascita nel tuo cuore del Dio-con-noi?
Al tuo SI, il Signore ti dirà: non costruire capanne, non cercare grotte, non offrirmi oro, incenso o mirra, non tornare casa a salutare i tuoi, lascia le tue reti, la tua casa, tuo padre, tua madre, getta ciò che pensi di avere, poi vieni, con il deserto in tasca, ricominciando ad ogni tua povertà, rialzandoti ogni giorno, tu vieni e seguimi … fa questo ogni giorno, perchè Io, il Signore, sono nel periodo di Avvento, io, il Signore, tuo Padre, sono qui che ti attendo, attendo te mio figlio, perchè Io il Signore ti amo e voglio stare per sempre con te..

Perchè sembra che sia tu invece ora ad essere nelle tasche della sabbia..
Invece attendi e seguimi. Perchè sabbia sembri ora ma sabbia non ritornerai.. mai.

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