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Vogliamo il Crocifisso? PDF Stampa E-mail
Scritto da T.Cavallaro   
lunedý, 09 novembre 2009 08:42
Crocifisso
Il Crocifisso
La polemica è giunta ai limiti dell'esasperazione. Il Consiglio d'Europa ancora una volta tenta di farsi i "fatti nostri" non tenendo conto, come al solito, delle nostre tradizioni e della nostra cultura. Il fatto in se stesso non mi stupisce, in nessun stato d'Europa viene esposto il Crocifisso nelle aule scolastiche già da molti decenni, ciò non ha impedito alla Germania, alla Francia, alla Spagna ecc, di diventare degli stati moderni, democratici e soprattutto molto liberali per quel che riguarda le problematiche religiose.

In Italia, la presenza del Vaticano ha da sempre condizionato non solo le scelte politiche, ma anche il modo di vivere la religiosità  degli italiani. La Chiesa ufficiale non lo scrive, nè lo dice chiaramente, ma all'interno dei circoli cattolici, negli incontri, diciamo "privati" con i fedeli, viene fatto riferimento ai musulmani che vivono ormai numerosi fra di noi con frasi del tipo:"se non sta loro bene perchè non se ne vanno?", "a casa loro non ci si può fare neanche il segno della croce e quì da noi vogliono imporci anche le loro regole", e frasi similari, perdendo di vista i veri motivi per cui il Consiglio d'Europa ha deciso di far togliere il Crocifisso dalle scuole e dai pubblici uffici.

 Immaginate se oggi il Papa tedesco, dovesse fare le stesse esternazioni sulla politica italiana nei confronti di quella tedesca, immediatamente ci sarebbe, proprio nella sua terra d'origine, una levata di scudi generale e non solo da parte dei cosiddetti laici e dai cristiani luterani (protestanti), ma anche dei cattolici tedeschi.

Da quelle parti la Chiesa, almeno apparentemente, non esprime opinioni di natura politica e quindi convivono abbastanza pacificamente gruppi etnici di diverso credo religioso, c’è da dire, però, che lo Stato laico, fa ferreamente rispettare le regole e le leggi da tutti cittadini siano essi tedeschi o stranieri. Se da noi le cose non marciano proprio bene è perché lo Stato non è in grado di garantire sicurezza ed equanimità di trattamento per tutti ed ecco che nasce l’insofferenza per lo straniero e per il “diverso” in generale.

L'amico prof. Leonardo Alario partecipando ad uno scambio d'opinioni sull'argomento ha scritto: 

"Oggi i Musulmani ci hanno dato una lezione. Uno di loro al telegiornale ha affermato, interpretando il pensiero di tutti, che il Crocifisso deve restare nelle aule quale segno d'identità di un popolo.

Il fatto certo è che l'Europa è affetta da una, spero passeggera, voluptas mortis. Si sta lasciando morire, snervata dal continuo brancolare nel buio della ragione.Il Crocifisso, unico baluardo e segno della nostra tradizione culturale e della nostra identità, atei o credenti, è stato per decreto tolto dalla circolazione. E noi, pecore matte e ignave, accetteremo l'ultimo oltraggio?

......l'Europa sarà terra di nessuno, e le scorrerie culturali e religiose raderanno al suolo gli ultimi ruderi di una trascorsa dignità, di una straordinaria cultura, e i fondamentalisti di ogni tipo pianteranno le loro bandiere sul ventre dei cadaveri europei.......

......Ogni segno d'identità europea dev'essere a tutti i costi eliminato: così da tempo ha deciso l'Europa. Vogliamo essere senza valori, tradizioni culturali, schemi e temi, che ci appartengono, essendo stati ereditati dai Padri, così sarà facile, un giorno, per i fondamentalisti di occupare tutti gli spazi ormai deserti e incustoditi........"

 Capisco lo sconforto di Leonardo, ed in effetti, devo dargli ragione per quel che riguarda il pericolo che l'Europa possa diventare "terra di nessuno", dal punto di vista culturale naturalmente, ma mi permetto di obiettare: "perchè, forse non lo siamo già terra di nessuno?"

Noi spesso guardiamo solo nel nostro angusto orticello e non vediamo quel che succede nel resto del nostro paese. La globalizzazione ha già minato quel che restava delle nostre tradizioni culturali, basta assistere a qualche quiz televisivo per rendersi conto del livello bassissimo di conoscenza delle tradizioni culturali-religiose degli italiani e non  faccio riferimento a persone non scolarizzate, ma a gente con tanto di laurea.

Vogliamo difendere il Crocifisso come baluardo estremo delle nostre radici storico-religiose? Ci sto, a condizione, però, che questa non diventi una "guerra santa", abbiamo troppe volte difeso la CROCE con la spada e non credo che il messaggio di quel CROCIFISSO, che  vogliamo ostentare a tutti i costi, sia proprio questo.

(leggere i commenti sul FORUM)

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