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Troppi interessi per il fotovoltaico PDF Stampa E-mail
Scritto da G.Iacobini   
lunedý, 09 novembre 2009 07:46
impianto fotovoltaico
Impianto fotovoltaico a terra
Una quindicina di richieste, per altrettanti parchi fotovoltaici da creare a macchia di leopardo nelle campagne cittadine, su un’area d’estensione pari, nel complesso, a circa 100 ettari. 
È solo l’ultima carta (in ordine di tempo) calata sul tavolo al quale si gioca da mesi (nel silenzio trasversale delle forze politiche locali) la partita delle fonti rinnovabili. Sempre più simile ad un’indiscriminata corsa all’oro, favorita dall’assenza di un piano energetico comunale (non obbligatorio) o, comunque, di norme di indirizzo.

Indiscrezioni attendibili lasciano infatti trapelare dati clamorosi. Si comincia dal primo, il più eloquente: sarebbero più d’una dozzina (ma il numero potrebbe aumentare, in assenza di regole certe) le istanze volte ad avviare le procedure autorizzatorie per la realizzazione di parchi fotovoltaici di varia dimensione. Se tutte dovessero essere accolte (come legittimamente sperano i proponenti, società con sede legale per lo più al di fuori dai confini cassanesi), 100 ettari di terreno sarebbero riconvertiti al business dell’energia. Pulita, come quella eolica che avrebbe dovuto produrre il parco la cui costruzione sulle creste di Timpone san Nicola, sul finire del 2007, era stata autorizzata dal consiglio comunale. Due anni dopo, però, stranamente, della centrale a vento si sono perse le tracce. «C’è una convenzione definita nel marzo scorso», commentava che era primavera il Municipio, aggiungendo: «Siamo certi che le prescrizioni in essa stabilite saranno osservate». Pure perché, si precisava, «in caso contrario non resterebbe che procedere alla revoca delle autorizzazioni rilasciate». Però, si scopre ora, non solo quelle autorizzazioni non sarebbero mai state revocate, ma neppure sarebbe stata firmata, a 23 mesi di distanza dal via libera del consiglio, la convenzione che dovrebbe legare il Municipio e la società concessionaria.A chiudere le cronache, le vicende della centrale a biogas (della potenza limitata ad un megawatt, e dunque di dimensioni strutturalmente limitate) che dovrebbe sorgere a Sibari, in contrada Cucchiarara, su terreni riconducibili ad una nota azienda agricola della zona. Il relativo iter, fin qui rallentato, si mormora, dai dubbi espressi dalla Soprintendenza ai beni ambientali, ripartirà con la conferenza di servizi convocata dalla Regione Calabria per il 2 dicembre.Al fondo, restano un dubbio e una domanda: che partita si sta giocando al tavolo cassanese delle energie rinnovabili?

Gianpaolo Iacobini - Gazzetta del Sud - 3 novembre

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