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L'alcoolismo giovanile PDF Stampa E-mail
Scritto da +V.Bertolone   
giovedý, 25 giugno 2009 19:16
ImageAppena una settimana fa, lungo la strada statale 106, alle porte di Rossano, tre persone sono rimaste uccise, ed altrettante gravemente ferite, in un incidente causato da un automobilista risultato poi positivo ai controlli alcolemici. L’accaduto, oltre a suscitare un naturale sentimento di dolore e pietà per le vite spezzate, ripropone in maniera drammatica, anche per i paesi e le città della Calabria citeriore, il problema dell’aumento del consumo di sostanze alcoliche. Che non risparmia gli adulti e si diffonde tra i ragazzi. A conferma di ciò, alle circa cento patenti ritirate dalle forze dell’ordine, dall’inizio dell’anno ad oggi, a giovani di Cassano, Corigliano e Rossano sorpresi alla guida dopo aver bevuto più d’un bicchiere di troppo, s’aggiungono i dati forniti dall’Istat: in Italia, quasi un ragazzo su cinque, tra gli 11 e i 15 anni, consuma abitualmente alcolici. Il 19% dei ventenni si ubriaca nel fine settimana.

La bevanda più diffusa è rappresentata dagli aperitivi. Il fenomeno del binge drinking, cioè del bere finalizzato all’ubriacarsi, già diffuso nelle regioni settentrionali, viene segnalato in costante crescita anche al Meridione. I numeri rendono inequivocabile l’estendersi di una piaga sociale sanguinante, nascosta sotto il velo ipocrita della ricerca del piacere e della libertà. Ma non è vero piacere, e soprattutto non è vera libertà, l’eccitazione alcolica finalizzata a dimenticare un presente idiota e ripetitivo.

In un’epoca, quale quella attuale, in cui al duro campo dell’impegno civile ed  etico si preferiscono le mollicce zolle di un giardino di relativismo ed agnosticismo, come ha evidenziato anche Papa Benedetto XVI, «si affievoliscono i valori naturali e cristiani che danno significato al vivere quotidiano; emergono invece desideri effimeri, che alla fine generano noia e fallimenti». Alla base di tutto, quattro fattori. Il primo chiama in causa la famiglia, tesa a garantire il soddisfacimento dei bisogni materiali più di quelli affettivi e relazionali. E le nostre case rischiano di diventare così dei luoghi di passaggio, dove non c’è più tempo per parlare, pregare, commuoversi.

Il secondo, inquietante elemento è rappresentato dal fenomeno del branco, ovvero dall’imporsi del gruppo di amici e coetanei, sovente la principale realtà di riferimento del ragazzo. Il terzo fattore è legato alle situazioni lavorative: di fronte alla disoccupazione, il giovane si demotiva e si estranea dalla società. Chiude il cerchio il vuoto dei valori, descritto dalla scrittrice Isabella Bossi Fedrigotti come ciò «che atterra i nostri figli, quel che toglie loro qualsiasi energia positiva, li rende tetri e annoiati, disponibili alle trasgressioni più atroci: è la mancanza di speranze condivise. Speranze che, prima di essere di natura economica, sono di natura ideale».

La soluzione ad un problema che dunque è di natura culturale va ricercata certo nella  deterrenza, ma prima ancora nell’educazione. «Davanti al nichilismo che pervade il mondo giovanile», ci ricorda ancora il Santo Padre, «la Chiesa invita tutti a dedicarsi seriamente ai giovani, a non lasciarli in balìa di se stessi ed esposti alla scuola di cattivi maestri, ma ad impegnarli in iniziative serie, che permettano loro di comprendere il valore della vita in una stabile famiglia fondata sul matrimonio. Solo così si dà loro la possibilità di progettare con fiducia il loro futuro».È urgente, allora, risvegliare la fiducia nell’educazione alla vita, aiutando le famiglie con opportune politiche affinché possano trasmettere messaggi forti, anche indicando Cristo quale bussola delle nuove generazioni perché, per dirla con Jurgen Habermas, «se dalla globalizzazione economica, che è irreversibile, l’Europa trae l’assurda conseguenza di subordinare tutti i campi della vita unicamente al calcolo di costi e ricavi, si prosciugheranno le nostre risorse culturali e morali, cioè quello che sta alla base della convivenza e della solidarietà civili».

+ Vincenzo Bertolone - Gazzetta del Sud

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